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| ALPINE ICE - Le 600 più belle cascate di ghiaccio delle Alpi |
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Solitamente ci troviamo di fronte a guide specifiche per singole zone, che vanno a catalogare in maniera precisa tutte le colate di ghiaccio che magicamente si ricreano ogni inverno; è quindi un piacere per ogni climber avere nella propria libreria i diversi volumi e a seconda del posto in cui ci proponiamo di scalare prendere la guida adatta.
Con "ALPINE ICE - Le 600 più belle cascate di ghiaccio delle Alpi", Mario Sertori ha voluto aumentare la scala di visione, proponendoci una raccolta di sogni, per creare un volume in cui inserire le più belle cascate dell'arco alpino, attraverso relazioni e fotografie con le colate ghiacciate dalla Slovenia alla Francia, passando per Austria, Svizzera e naturalmente l'Italia.
Sogni raccontati con precisione attraverso un'ottima simbologia per capire subito difficoltà, discesa, esposizione, avvicinamento e lunghezza; la descrizione a volte limitata si affianca a foto uniche, tanto da considerare il volume non solo come guida, ma anche come un libro fotografico, su cui studiare candele sospese e tiri verticali.
Troviamo colate a partire dal 3° grado, fino ad arrivare agli estremi dell'arrampicata su ghiaccio; una buona attenzione è stata riservata anche alle condizioni di sicurezza con cui bisogna affrontare gli itinerari, con riferimento al pericolo di valanghe e ai possibili crolli.
Una guida redatta grazie alla collaborazione con alcuni tra i migliori ice-climber europei come Patrick Gabarrou, Ueli Steck, Ezio Marlier, Beat Kammerlander e Peter Podgornik, garantisce la correttezza delle informazioni e dona grande autorevolezza all’opera. Di questi protagonisti del nostro periodo successivi a quel Grassi che tutti conosciamo, troviamo i profili nel testo tra le relazioni delle cascate, a significare il loro attaccamento con questa disciplina effimera e spettacolare.
Merita sicuramente di comparire nella libreria di ogni ice-climber, da affiancare alle guide specialisitiche di ogni valle e da utilizzare per far viaggiare la fantasia.
Disponibile sul sito di Versante Sud. |
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| MICO Beta Tester |
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MICO vuole mettersi alla prova e cerca 100 tester ufficiali per i suoi innovativi prodotti tecnici.
La selezione, aperta fin dal mese di novembre 2008, entra ora nel vivo! E’ sufficiente collegarsi al sito www.micobetatester.it e compilare un semplice form.
Da oggi ogni persona che aderisce riceve un identifica-tivo personale tramite il quale sarà continuamente in contatto con Mico Sport, e potrà così giocarsi le sue carte per essere tra i 100 Beta Tester del Team/09.
Chiunque per professione o per attività sportiva sudi sette camicie può ancora farsi avanti e proporsi per testare la migliore linea tecnica MICO. Le 100 persone selezionate entreranno nel MICO BETA TESTER Team/09 ricevendo gratuitamente un KIT di materiale tecni-co sportivo.
Per 12 mesi saranno seguiti da tecnici MICO ai quali forniranno indicazioni su come si comporta il materiale nelle diverse attività quotidiane.
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| Il ghiacciaio del Bors finalmente pulito? |
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Leggo oggi sul sito Alpmagazine una bella notizia, finalmente sono stati smantellati alcuni impianti dello sci estivo sul ghiacciaio del Bors.
Da punta Indren per arrivare al rifugio Gnifetti si assisteva ogni volta, ad uno spettacolo a dir poco orrendo, skilift abbandonati, cavi metallici, materiale di ogni tipo sulle rocce e sul ghiacciaio.
Sul ALP leggo "Alagna Valsesia, fine ottobre 2008. 400 quintali di materiale ferroso prelevato sul ghiacciaio di Bors vengono portati a valle dall'elicottero del Soccorso Alpino Forestale per essere riciclati."
E troviamo anche qualche spiegazione legale del problema "«il concessionario dovrà provvedere alla demolizione (dell'impianto), all'asportazione del materiale e al ripristino del territorio nell'aspetto originale...» Peccato però che, in caso di fallimento della società concessionaria delle infrastrutture sciistiche, la "pulizia" spetti all'ente locale che dovrà poi addebitare gli oneri a tale società ..."
L'articolo che è parte di un pezzo pubblicato sul prossimo ALP merita una lettura.
Qualcosa si è mosso insomma, ma rimane ancora da molto da fare; passare oggi in quel tratto è a dir poco desolante.
Prima troviamo la stazione di Indren abbandonata a se stessa con una puzza di gasolio nella zona da far paura; poi i resti del primo impianto di Cresta Rossa di cui sono stati bloccati i lavori. Dopo ancora gli skilift degli impianti estivi abbandonati; per chiudere una nuova entrata sulla sinistra, i lavori per la nuova funivia che porterà dal Passo dei Salati a sotto la bastionata del rifugio Gnifetti.
Via | Alpmagazine |
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