Partiti sabato nel tardo pomeriggio da Macugnaga verso il locale invernale del Rifugio Zamboni; dal Belvedere uno spettacolo fantastico ci accoglie: la parete Est del Monterosa è illuminata da una bellissima luna piena e l'ambiente intorno a noi diventa ancora più magico.
La salita alla Punta Grober è in buone condizioni (si parte sci ai piedi dal rifugio) e i tratti delicati si passano senza difficoltà, fattibile ancora ma non per tanto visto il caldo.
L'ambiente severo e poco frequentato, la bella neve e la visione sulla Est del Monterosa ne fanno una gita scialpinistica di notevole interesse, l'ottima compagnia chiude il cerchio perfertto.
Gita in compagnia di Nicoletta, Matteo, Paolo, Paolo, Roberto e Gianluca.
Ciliegina sulla torta: Teresio Valsesia (giornalista, autore di una ventina di libri di montagna, ex vice presidente e direttore della stampa del CAI) al Rifugio Zamboni ci fa i complimenti perchè lui e un numeroso gruppo del CAI di Salerno che accompagnava hanno seguito tutta la nostra discesa dalla cima!
Pestato neve dal Rifugio Ventina verso il bivacco Oggioni, ma poco prima del Bivacco Taveggia rinunciamo per l'ora tarda.
Bellissimo ambiente e poco frequentato, sicuramente da ritornare.
La salita al Senggchuppa da Egga è un itinerario di grande classe, che si svolge sempre su pendii costanti e ambiente fantastico.
La macchina si lascia appena sopra ad Egga, in quanto la strada è ancora ricoperta in alcuni punti da colate di valanghe. Con la Panda 4x4 ho cercato di andare avanti non riuscendoci, ma alla fine perchè togliere a questo OSA da oltre 2000 metri di dislivello un pò di ravanameto con gli sci in spalla :-)
Il 400 metri ripidi dopo il bivacco sono in ottime condizioni. La nord del Fletschhorn è buona e potrebbe essere la meta delle prossime gite?
Un commento trovato in internet: "Le difficoltà si concentrano nella parte superiore, alta 600 m, con difficoltà S5 nella prima metà, poi S4. Pendenza media 37° su 600 m, senza ripiani, 42° su 300 m, ed un passaggio più ripido. La parte superiore della discesa è esposta sui sottostanti speroni rocciosi" (cfr. itinerario n.75 di Labande F.,"Haut Valais", Editions Olizane, 1992, Geneve).
Salita in compagnia di Roberto.
Un saltuto ai compagni incontrati solo in discesa e complimenti ad Emanuele e Umberto che si sono fatti la Nord del Fletschhorn con discesa sci ai piedi in giornata!
Ho un sogno nel cassetto, un cassetto bello grande però, si tratta di un cassetto con 82 cime sopra i 4000 da concatenare.
Ho seguito la questione per Outdoorblog.it, un blog per cui lavoro nel tempo libero e mi sono appassionato ancora di più della cosa.
Quando la sera apri le cartine e anche l'atlante per metterti a studiare il percorso, capisci sempre di più che non si tratta più di un idea vaga, ma piano piano la tua mente dice "umm tra qualche anno si potrebbe tentare".
Non per il successo, non per il record, non per farti vedere, ma per pura passione: è una cosa che cerchi, adesso che c'è il tempo e la forza, quando si è pronti va tentata.
Con questo post non voglio ne presentare una spedizione, ne dichiarare che la farò in futuro, ma mettere nero su bianco che ci sto pensando da tanto e nella mia mente si aprono sempre di più spiragli di luce.
Mancherebbe un allenamento ancora più specifico e alcune capacità tecniche vanno migliorate, ma sono nulla considerando che ho ancora 19 anni (dopo quest'ultima affermazione immagino che molti si sono messi le mani nei capelli) e che di tempo c'è ne ancora prima di poter limitare propri i sogni e mettere la testa a posto.
Sto immaginando la cosa come cerco di andare in montagna di solito, senza impianti e magari senza macchina per ampliare ancora di più la fantastica esperienza cicloalpinistica estiva, sarebbe una cosa bellissima che secondo me metterebbe in mutande molte spedizioni da migliaia di euro in posti estremamente lontani. Qui dietro a casa, su cime storiche senza spendere niente, ma trovando in diversi mesi di salite lontano dalla civiltà le stesse difficoltà e problematiche delle cime extraeuropee.
Ormai siamo di fronte ad un alpinismo che pensa a tutte le cose più estreme sempre fuori dall'Italia e che il primo concatenamento della storia di tutti i 4000 delle Alpi è stato fatto per la prima volta solo poche settimane fa da un giovane sloveno ne è una conferma lampante. Alcuni hanno tentato (Patrick Berhault e Philippe Magnin nel 2004, Franco Nicolini e Michele Compagnoni nel 2006), ma il giovane slovacco Miha Valic è riuscito e gli faccio i complimenti, l'unica nota negativa è che sembra abbia usato molti mezzi meccanici visto che è passato dal Monte Bianco al Bernina in un giorno soltanto.
A Nicolini mi sento di dire: non c'è assolutamente bisogno di prendersela anche se quando si stava per partire per l'impresa studiata per anni ci si è visto un giovane straniero chiuderla davanti a se. Bisogna cercare la propria soddisfazione e lasciare la competizione agli atleti del Mezzalama. In montagna secondo me la vera gara è con se stessi: resistere e fare le scelte giuste anche nei momenti difficili per portare a casa la pelle, la competizione con gli altri non deve esistere, non serve ci sono già troppi problemi.
Pensare, sognare e studiare le cartine non costa niente; se poi ci si allena, si alza sempre di più il proprio livello per un obiettivo che si cerca veramente è difficile fermarsi.
Ormai avete capito foto sia dalle parole del post che la migliore gita scialpinistica 2007 è stata la Becca di Tos in Valgrisenche.
Polvere a non finire, compagnia giusta, dislivello, panorama da favola e ambiente incontaminato chiudono un cerchio perfetto.
Se per caso c'è ancora qualcuno titubante per la mia scelta, guardi questo video! Nel caso siate in ufficio sconsiglio la visione in quanto il filmato può arrecare una forte tendenza a fuggire dal posto di lavoro :-)
Notare il finale, in cui Emanuele dice "aspetta che vi dico com'è quel pendio!", fantastico.