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| Delirio: l'andar per monti |
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Oggi in queste righe non troverete dettagli tecnici di una via, le condizioni di un pendio o delle foto, ma qualche pensiero steso in una domenica strana.
Io considero l'andar per monti (a tutti i livelli, senza distinzione di difficoltà o rischi) non un vero "sport"; qualcosa di diverso, una cosa intrinseca nella vita di una persona.
Se leggiamo Wikipedia, lo sport è: "Lo Sport è l'insieme di quelle attività, fisiche e mentali, compiute al fine di migliorare e mantenere in buona condizione l'intero apparato psico-fisico umano e di intrattenere chi le pratica o chi ne è spettatore".
L'andar per monti forse non si limita a questo, per le componenti infinite che lo compongo diventa un mix esplosivo che lascia il segno in una persona e gli permette di vedere in modo diverso la realtà.
Forse per me, l'andar per monti è diventato una malattia.
Era la mattina di questa domenica alle 5.30, mentre mi recavo al ritrovo per andar per monti che ho avuto modo di rivedere la mia vita in un lampo riassunta in circa 2 decimi di secondi; questo mentre una macchina ad alta velocità di ritorno dalla disco, mi centrava in pieno non rispettando una precedenza. Danni fisici limitati per fortuna, danni materiali da stendere un velo pietoso.
Mi sento strano, fortunato nella sfortuna, poteva andare molto peggio vista la dinamica.
Questo maggio - segnato da un meteo pazzerello e da troppi e brutti avvenimenti - non vedo l'ora di chiuderlo. Metterci una pietra sopra e continuare a salire, andare avanti.
L'unico grande spiraglio di luce, con cui voglio chiudere questo post guardando avanti con positività, è l'aver conosciuto proprio attraverso Thinkice e ad una delle serate sulle Isole Lofoten una persona importante. Una persona con cui condivido la passione dell'andar per monti e qualcosa di più, molto di più.
Dal sito delle Guide Alpine riporto poche righe: "L’andar per monti è un atto culturale, non sportivo. Come lo è andar per mari, per deserti, ovunque in natura. Il non essere in relazione con l’ambiente alza la possibilità dell’imprevisto, della sorpresa, riduce la creatività che è la sola capace di farci trovare la soluzione appropriata, di scegliere tra tecniche specifiche o di combinarle in modo inusuale o nuovo".
Vi do appuntamento per le prossime gite, anche perchè ho ancora voglia di fare qualche scorribanda scialpinistica prima di iniziare con le mie strane idee per la stagione alpinistica.
A presto
Thinkice
Guardatevi la nuova homepage :-)
Prima foto by Scaltro |
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