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Scialpinismo Lofoten - Praticare lo scialpinismo cronologiastampabilepdf
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thinkice Federico (Thinkice) (1699)
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Nelle isole Lofoten si può ancora praticare lo scialpinismo di ricerca, basandoci solamente sull’osservazione del pendio dalla costa e un eventuale studio della carta.

Il pericolo valanghe è solitamente scarso, in quanto gli accumuli delle nevicate non sono mai elevati; questa affermazione è da prendere con le pinze perché comunque è necessario saper valutare in loco la situazione nivologica.
A noi è capitato un giorno di neve con un accumulo di 25 cm seguito da un giorno di sole, le condizioni erano tutt’altro che sicure e il pericolo di staccare valanghe a lastroni era forte.
Come sulle Alpi è necessario avere con se tutto il materiale di autosoccorso (ARVA, pala e sonda) e valutare sempre con attenzione l’itinerario di salita e discesa.
Capita spesso di fare traversate, prestare molta attenzione perché così facendo non si può valutare l’itinerario di discesa durante la salita.

I dislivelli non sono mai elevati, tutte le gite partono dalla quota del mare o una decina di metri sopra (tarare l’altimetro è facilissimo!). La montagna più alta è di 1146 metri, capita spesso di fare due o tre gite in una giornata.
Il freddo e i dislivelli contenuti permettono di intraprendere una salita anche durante il pomeriggio con l’unico vincolo del buio a seconda del periodo.

Le isole dove si trovano più spunti scialpinistici sono nell’ordine Austvågøy, Moskenesøya e Flakstadøya; sull’isola di Vestvågøy la pratica dello scialpinismo è già più difficile.
Noi ci siamo limitati alle gite a cui si può arrivare alla partenza con la macchina o facendo qualche kilometro a piedi lungo la costa. Sicuramente con un accesso via mare (soprattutto nell’isola di Moskenesøya dove manca la strada sulla costa est) si possono trovare altri interessanti spunti scialpinistici.

La meteo è molto variabile (vedi paragrafo meteo) e per evitare spiacevoli situazioni in cui la perturbazione di turno impedisce il ritorno, è consigliato portarsi un GPS. Questo secondo me non è essenziale, ma è capitato di usarlo.
Noi siamo stati alle isole Lofoten nell’ultima settimana di febbraio, la luce non mancava e l’innevamento era ottimo. Un fattore da non sottovalutare è il vento, che in certi giorni regna sovrano, abbassando la temperatura e lavorando la neve.

L’attrezzatura non è diversa da quella usata per praticare scialpinismo sull’arco alpino, per le cime più difficili e i canali è buona norma portare piccozza e ramponi. Io avevo anche un piumino e visto che il freddo non manca, mi è tornato molto utile.
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