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| Tossenhorn |
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Arriviamo a Simplon Dorf e prendiamo la strada che va in Laggintal (si entra in macchina quasi fino al cancello, dove ci sono le prime baite), è tutto umido e il tempo coperto non ci fa vedere la valle.
Sono poco in forma (dormito pochissimo) e il tempo non è bello, per la seconda volta il Tossenhorn mi respingerà?
Entriamo in valle lungo la strada e in pochi minuti le nuvole si diradano, davanti a noi la parete Est della Weissmies e tutto l'itinerario per la gita del Tossenhorn, fantastico.
Saliamo la bastionata per "il labirinto", abbiamo qualche problema nel traverso esposto (percorso molto impegnativo) mai tolti gli sci. Usciamo successivamente sulla morena che ci porta sul ghiacciaio.
Fa veramente caldo, un caldo pazzesco, risalire tutto il ghiacciaio è un inferno, l'orologio mi segna 42°c ! La stanchezza non è tanto di gambe, proprio non si respira, siamo sudati peggio che in una sauna. Ci manca il fiato, è un vero calvario.
Arriviamo veramente provati in vetta al Tossenhorn, la soddisfazione è alle stelle sono contentissimo. Con Gualtiero partono dei veri urli verso il panorama da favola che abbiamo davanti a noi; la cosa viene tutta filmata, rivederla mi fa capire quanto eravamo fuori di testa, il caldo fa male!
Discesa fino a sopra la bastionata su bella neve, smollata al punto giusto; mancano solo le gambe per poter sciare. Il tempo si sta chiudendo. Arriviamo alla bastionata e sappiamo che ora viene il bello.
Parte Gianni in traverso sul primo ripido passaggio chiave, noi stiamo in sicurezza. Si stacca tutto, Gianni per fortuna sta li. Un fronte di 20 metri di neve marcia scarica nei pendii sottostanti.
Scendiamo uno alla volta, il primo cerca di staccare la neve marcia, i primi 20 cm vanno via come niente.
Arriviamo in fondo abbastanza provati.
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Il problema di questa gita è stato il mancato rigelo notturno. Visto che le nuvole si sono diradate la mattina, già alle prime luci la neve era molle. Abbiamo patito la discesa sulla bastionata, ma alla fine stando sui punti più sicuri siamo scesi.
Oggi era l'ultimo giorno per la gita, con il caldo di oggi e dei prossimi giorni la bastionata sarà priva di neve in molti tratti. Grande ambiente, super selvaggio, visione da favola.
Posso dire che è stata una giornata da ricordare. Gita con Gualtiero, Gianni e Isidoro. |
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| Iceland |
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L'Islanda è un paese che mi attira molto. La natura selvaggia e incontaminata deve essere bellissima, sicuramente sarà un mio viaggio in futuro.
Mi piacerebbe portare anche gli sci da scialpinismo in Islanda, ho già trovato buone possibilità per un viaggio con le pelli di foca.
Sulla costa nord, nella parte centrale ci sono interessanti montagne di oltre 1000 metri che si prestano bene per lo sci. Ho visto che ci sono alcuni tour operator che lo propongono, ma ovviamente mi piace di più organizzarmelo da solo.
Dalla carta la morfologia della parte nord mi ricorda le Lofoten, montagne a picco sul mare, fiordi, gite che partono da quota zero... Poi a sud ci sono anche i vulcani.
Sicuramente nella stesura della relazione va introdotto un nuovo pericolo oggettivo: le eruzioni vulcaniche. (anche se la parte nord dovrebbe essere tranquilla)
Qualche foto, relazione e racconto.
Per chi è venuto in Slovacchia... anche li ci sono le terme :-) |
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| Stucklistock |
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In Meiental ci sono tantissime gite "toste" interessanti, gran bella valle.
Salito lo Stucklistock partendo da Färnigen. Nella prima parte c'è il passaggio chiave con il superamento della bastionata rocciosa, vietato sbagliare.
Dopo si esce su pendii sostenuti e un successivo ghiacciaio con pendii più dolci, fino ad arrivare al colle. Dal colle parte una cresta rocciosa, abbastanza lunga con qualche passaggio esposto.
Ci siamo fermati dopo poco sulla cresta, la cosa diventava troppo lunga (Gianni è arrivato in cima!).
Bella sciata, ambiente super e ottima compagnia.
Gita con Samuela, Gualtiero, Chiara, Gianni, Paolo e Andrea.
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| Due giorni in Valpelline |
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Due giorni in Valpelline, sfruttati al massimo!
Primo giorno partenza ore 4.30 e direzione Valpelline, meta Becca di Luseney.
Qui trovate il racconto della salita a questa splendida montagna su cui si snoda un vero e proprio gitone.
Finita la gita alla Luseney, risaliamo i 100 metri - che ci spezzano le gambe - per arrivare alla macchina, in quanto la strada per il ponte è ancora innevata.
Mi tolgo gli scarponi per guidare fino alla frazione di Ruz, rimettiamo le pelli e ci ricarichiamo con tutte le barrette possibili.
Da qui iniziamo a salire al Rifugio Crête Sèche dove ci attende il corso di scialpinismo SA1 di Gallarate.
Arriviamo al Rifugio Crête Sèche abbastanza stanchi, dopo 2500 metri di dislivello in una giornata. Una buona cena, grappa e Genepy danno il benvenuto al rifugio.
La mattina sveglia prima dell'alba per salire il Mont Gelè, cima classica con partenza dietro il rifugio. A questa pagina il racconto del Mont Gelè.
Due giorni bellissimi in Valpelline per un totale di oltre 3600 metri di dislivello.
Un saluto a Chiara e Gianni che hanno condiviso la due giorni e a tutto il corso SA1 di Gallarate.
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| Monte Gelé |
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Gita di chiusura del corso SA1 della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Colibrì di Gallarate.
Itinerario molto bello che parte direttamente dietro il Rifugio Crête Sèche.
La salita presenta un tratto ripido sul primo canale, dopo il pianoro sopra il rifugio e un secondo tratto sulla piccola pala finale per la cima.
Neve non bella, infida crosta non portante. Solo dall'ultimo canale prima del pianoro iniziava un bel firn.
Le nuvole provenienti da Est ci hanno lasciato il tempo di salire e scendere con il sole, alla macchina i primi fiocchi di neve.
Gita con il corso SA1 e tanti aggregati, bella compagnia! |
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